Arrivare ai 42 anni nell’anno del Covid19.

Il tempo si e’ fermato a marzo 2020, ma paradossalmente e’ scappato cosi velocemente che sono arrivata a luglio senza neanche rendermene conto. E’ come se 3 mesi non fossero mai esistiti. E’ come se la vita si fosse messa in attesa: in attesa di ripartire da cosa?, da chi?, in che modo?. Quel giorno di marzo non ero consapevole di cosa sarebbe successo (il 29 febbraio avevo il volo per Milano, ero pronta a partire … ma se poi fossi rimasta bloccata li, nella mia bella Milano gia’ colpita al cuore in maniera cosi’ importante dal Covid19?). Solo a fine marzo ho preso coscienza di quello che realmente stava succedendo, e solo allora mi sono resa conto che il tempo a disposizione dovevo sfruttarlo per me, per mettere le basi di alcuni progetti che viaggiavano da tempo con me troppo lentamente. Mi e’ venuto tutto naturalmente, come se fossi spinta da una forza interiore che mi ha dato il coraggio di riprendere in mano matite colorate e album da disegno; fare un corso che desideravo svolgere da tanto; riscoprire le antiche passioni per i film, le serie televisive, i libri di storia e psicologia e … pensare, pensare alla mia vita, a quello che ero, che sono e che voglio diventare. Si, perché per me non e’ retorica la domanda “da questo periodo di isolamento causa virus, ne usciremo cambiati?”. Io ne sono uscita veramente cambiata.

Ho capito che devo:

Non aspettare un’occasione per indossare un vestito luccicante: la vita e’ la mia più grande occasione;

Trovare sempre un po’ di tempo per me, per leggere e leggermi. Per scrivere, raccontarmi e ascoltare;

Ricordami sempre chi sono e chi non sono;

Ricordare tutto: ricordarmi delle scale che ho salito da sola. Non avere paura del passato e mirare al futuro. Vivere l’oggi perché il mio futuro e’ fatto di tanti adesso. Ogni giorno e’ una nuova opportunità’ per diventare come voglio essere, per avere la vita che voglio;

Trovare più motivi per ridere e non rinunciare a nessuna parte di me;

Ricordare di fermarmi quando sono felice, anche solo per un attimo. Scattare una fotografia vera o solo nei miei pensieri, per ricordare che effetto fa;

Ricordarmi che ci saranno sempre scale da salire, ma comunque ce la faro’, perché e’ più facile affrontare le proprie paure, che convivere con la paura di avere paura;

Ricordarmi che per essere felici a volte, basta cambiare prospettiva e ricordare la magia delle piccole cose, di un sorriso, delle parole che scaldano il cuore;

Ricordare che l’amore deve far stare bene. In caso contrario si tratta di un sentimento ben diverso: se soffro più spesso di quanto sono felice, vuol dire che non e’ amore, ma qualcosa di differente che ti tiene intrappolata in una sorta di prigione, e ti impedisce di vedere la porta verso la libertà e la felicita’, spalancata davanti a te;

Ricordarmi che le favole esistono e a volte si realizzano, ma sono spesso diverse da come le si può sognare in un primo momento;

Trovare da sola il mio cammino. Posso avere paura di perdermi, ma non sarei la prima a cui accade. I dubbi e le paure impediscono di vedere ciò che e’ ovvio. Un sentiero può essere giusto per una persona e sbagliato per un’altra. Quindi non devo avere paura, il mio cuore conosce la strada;

Ricordarmi che più grande e’ la sofferenza, maggiori sono le possibilità. Se supero più traversie, ho più opportunità di rafforzarmi;

Non dimenticare mai delle volte che mi sono sentita sola, vuota, spaventata, smarrita e di non essere come avrei dovuto. Alla fine credo di essere unica nella mia diversita’ e sono felice di ciò;

Continuare a provare tutte le emozioni suscitate da ciò che di triste mi e’ accaduto in passato, fino a far perdere loro qualunque potere. E perdonare me stessa per non essere stata capace di seguire i miei sogni da subito;

Pensare che alcune persone sono entrate nella mia esistenza per lasciare la loro impronta sul cuore, trasformandomi completamente. Ma a volte essere diversi da prima puo’ essere un miglioramento: si e’ in grado di fare affidamento sulla forza interiore e si impara a superare il dolore.

Per tutta la vita ho cercato di diventare”perfetta”, ma qualunque cosa facessi ero sempre troppo delicata, sensibile, timorosa e mi ostinavo a sognare cose che con ogni probabilità non si sarebbero mai realizzate. Un tempo avevo bisogno di amare per sentirmi bene. Adesso posso scegliere di amare perché mi sento bene! Ogni cosa sarà come deve essere quando sarà giusto che sia.

Infine: tutto torna, niente cambia. Le radici sono quelle che ti rimangono addosso sempre, sono quelle che ti porti dietro ovunque tu sia, come una coperta invisibile che ti scalda e protegge. E’ facile rimanere nel posto in cui si e’ ormai abituati nonostante l’infelicita’ e la sofferenza a esso legati. Ciò che e’ familiare e’ fonte di conforto. Ma la verità e’ che Milano mi manca come non mai, e forse per andare avanti a realizzare me stessa e’ li che devo mettere radici. Per realizzare i miei sogni ed i miei progetti. Perché se il cambiamento fa paura, tutto ciò che si desidera si trova oltre la paura.

Happy birthday to me.

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