Quando sei felice, facci caso!

Io oggi sono felice, e voglio scriverlo. Perche’ mi fa bene!

La felicita’ e’ fatta di piccoli momenti, istanti che vanno vissuti giorno per giorno.

Disegno, leggo, guardo serie tv, scopro aneddoti nascosti qua e la’, ricerco attraverso foto e ricordi il mio passato, e questo mi fa riflettere facendomi scendere anche qualche lacrima.

Scriverci su, io che me lo sono ripetuta per anni e me lo ripeto ancora quando ho bisogno di capire, di fermarmi, di lasciare andare, di tirare fuori, di dare una forma a cio’ che sono. Di dire “ho paura” e contemporaneamente dire: “non c’e’ niente di male ad avere paura”. Di convincermi che la vita e’ davvero piu’ forte di ogni salita, di ogni tristezza, di ogni ferita, di ogni distanza. Con una tazza di caffe’ guardo il cielo colmo di desideri, solitudini, promesse, preghiere, silenzio, speranze, di tutte le vite insieme; questa vita che ci accarezza e schiaffeggia, che ci ha fatto sentire la bellezza e la mancanza di un bacio dato all’improvviso, di una passeggiata nel sole, di un abbraccio, della spensieratezza, di te alla luce del tramonto, di una foto al mare con i capelli mossi, dell’estate che va via piano.

Nel rifugio del mio mondo segreto, rimanevano carta, citazioni, ricordi, musica, colori e sogni (grandi e piccoli), mentre il sole scioglieva le paure e le incertezze, lasciando solo la pace, la voglia di leggerezza e di trovare motivi per sorridere, progetti in cui credere, limiti da superare, frasi da dirmi e da dire.

Se c’e’ una cosa che ho imparato quest’anno, e’ che c’e’ spazio per tutti, anche per i sognatori. Inseguite e lottate per i vostri sogni a qualunque costo, senza aver paura di dire che si e’ felici. Se si ha uno scopo allora, si ha anche il dovere e la responsabilita’ di realizzarlo. Non importa con quanti errori e con quanta fatica ci si e’ arrivati, l’importante e’ l’arrivo.

Ho imparato a credere nei piani alternativi che poi diventano quelli principali e coinvolgono scelte di vita importanti. Nessuno deve vivere con la sensazione di non avere scelta, di non essere padrone della propria esistenza e di non poter avere l’ultima parola in decisioni che lo riguardano direttamente. Le voci che ci scoraggiano devono essere messe a tacere, sempre e comunque. Chi non apprezza cio’ che sei, merita di scoprire com’e’ non averti piu’!

Ho imparato ad allargare lo sguardo oltre il mio giardino, per imparare a volare alto, con il cuore, la testa e lo spirito. Non e’ facile lo so, ma se noi per primi non crediamo che valga la pena provarci, chi altri potra’ farlo al posto nostro? Tutto puo’ cambiare se si e’ pronti a raccogliere le opportunita’ che la vita ci mette davanti, che sia l’amore, il lavoro, un progetto: non arrendiamoci mai! Il “momento giusto” non ci sara’ mai per rompere le regole, quindi non aspettiamoci segnali dall’universo; il momento giusto arriva quando non hai piu’ voglia di trovare giustificazioni da raccontarti.

Abbiamo avuto uno strano rapporto io e il mare, quest’estate. Sono arrivata alla fine di queste vacanze parecchio provata. Forse perché ho sempre avuto la testa impegnata e zeppa di pensieri. Forse perché è stato un anno impegnativo. Pieno di cose bellissime e di arrovellamenti dell’anima che mi hanno abbruttito e fatto sognare. A fasi alterne, ovviamente. Quel che è vero, però, è che questi arrovellamenti dell’anima mi hanno costretto a guardarmi dentro. A fare lunghe ed estenuanti chiacchierate con una Giulia pallida e cosparsa di macchie solari, messe lì a mo’ di ammonimento di vita vissuta. Ho provato a cercare di capirmi un po’ di più. A perdonarmi, a volte. Ma anche a volermi bene come non facevo da un pezzo. Ne avevo bisogno.

Ho avuto la necessità di fermarmi a pensare. Di analizzare quello che stavo vivendo. L’estate è venuta in mio aiuto. No, non è stata un’estate pazzesca. Un’estate di quelle da mettere negli annali. Penso che sia stata più un’estate benefica. Nel bene e nel male. Ho avuto modo di riconnettermi con la me del passato, mettendola in contatto con quella del presente. Mi ha fatto una tenerezza assurda vedermi con gli occhi di chi ero. Perché ci sono pezzi di passato che ancora mi porto dietro e che sono riaffiorati, tra giornate accaldate e un sole accecante, che spesso ha disturbato il mio sonno.

Mi sono innamorata di quella Giulia. Ho sentito il suo cuore battere forte, come non succedeva da tempo. L’ho sentita confusa, irritata, piena di vita. Colma di energia, nonostante la stanchezza. L’ho sentita riprendere in mano le redini di ciò che voleva. L’ho vista bellissima e sfatta. L’ho vista giovane ed inesperta. Folle e appassionata. Consapevole e irresponsabile allo stesso tempo. Ho rivisto la sua anima. Quella sognatrice e combattiva. L’ho sorpresa piangere e ridere a crepapelle. Devo dire grazie a quest’estate. Per tutto quello che si è portata appresso. Perché no, probabilmente non è stata un’estate di quelle da immortalare su Instagram. O meglio ancora, è stata un’estate di quelle da nascondere dietro un sorriso, a volte forzato. Ma mi ha costretto a riflettere e le riflessioni non sono mai qualcosa di sbagliato.

Ora sono pronta a ricominciare. Perché settembre per me ha sempre avuto il sapore degli inizi. Della programmazione. Di un frutto maturo da mordere. Dei sogni ad occhi ad aperti. Dei buoni propositi. Dell’energia ritrovata. Del primo giorno di scuola.

Settembre è il mio vero Capodanno. Quello in cui rinchiudo dentro svariati pezzi di carta i miei pensieri. Ed è così che mi piace viverlo. Mi dà l’illusione di avere il mondo a portata di mano. E’ sempre stato così. Con la differenza che stavolta procederò a piccoli passi. Per non deludermi e per avere la certezza di materializzare nella vita quei pensieri e quei pezzi di carta.

Poetto, Sella del Diavolo | © Giulia Porruvecchio

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