Quelli tra palco e realtà!

la musica e’ finita, gli amici se ne vanno … cantava Ornella Vanoni nel 1967. E sembra proprio lo scenario che ogni anno appare agli occhi di quei milioni di spettatori che per 5 giorni, guardano il Festival di Sanremo. Perché alla fine, dopo tutte le polemiche, le critiche e lo scetticismo generale che aleggia da sempre, da tante settimane prima dell’inizio del festival, Sanremo lo guardiamo più o meno tutti. Ne sono la prova gli ascolti (quest’anno oltre 15 milioni di spettatori), il fatto che il giorno dopo a lavoro, al bar durante la pausa caffè, a casa, chiediamo a chi abbiamo affianco: “oh ma hai visto quella/o a Sanremo?, hai visto com’era vestita/o?, che brutta quella canzone, qual’e’ la tua preferita?, la mia e’… ” etc etc. Non ho mai amato in modo particolare Sanremo; da piccola lo guardavo con mia nonna (altri tempi, non c’era molta scelta in televisione, ma era comunque un modo per ascoltare la musica che allora potevi ascoltare in tv in pochissimi programmi). Crescendo l’ho sempre guardato sporadicamente, più che altro per la curiosità’ puntata non tanto sulle canzoni, ma piuttosto sull’abito, sull’outfit che, da una appassionata di moda come me, catturavano la mia attenzione. Quest’anno HO SCELTO di guardarlo per svariati motivi:

1) i temi trattati nelle varie puntate (violenza sulle donne, il bullismo, la storia del ventiduenne nuorese Paolo Palumbo malato di SLA;

2) la scelta dei cantanti (largo ai giovani finalmente);

3) Amadeus, Fiorello e Tiziano Ferro.

Sorprese, ospiti, cantanti, donne meravigliose, hanno dato vita ad un vero e proprio spettacolo televisivo (oscurando forse la gara canora). E allora, ecco cosa più mi ha emozionato, piaciuto, senza pero’ tralasciare quel qualcosa che mi ha fatto storcere il naso.

Ho pianto come una bambina in 2 momenti. Difronte alla storia di Paolo Palumbo, aspirante chef che a 18 anni ha visto la sua vita cambiare in modo radicale con la diagnosi di una terribile malattia: la SLA. Quattro anni dopo e’ li sul palco dell’Ariston a raccontare la sua battaglia quotidiana, la forza che ha trovato dentro di se e da parte della sua famiglia, e la voglia di vivere che non lo abbandona mai. Queste le sue parole che tutti dovremmo tenere strette nel cuore e nella testa: “La mia non e’ la storia di un ragazzo sfortunato, ma di un ragazzo che non si e’ arreso alle difficolta’ e ha imparato a farne un punto d’appoggio sul quale costruire qualcosa di nuovo. Quando vi dicono che i vostri sogni non si possono realizzare, continuate dritti per la vostra strada, seguendo il cuore, perché i limiti sono solo dentro di noi. La vita non e’ una passeggiata dovremmo fronteggiare le sfide che ci mette davanti con tutto l’entusiasmo possibile! Vi faccio una domanda: avete usato il vostro tempo nel migliore dei modi?, avete detto tutti i ti voglio bene che volevate?, avete cercato di fare il lavoro che sognavate per svegliarvi con il sorriso? In questi ultimi anni ho imparato che il tempo che abbiamo a disposizione e’ poco e prezioso e dovremmo viverlo intensamente, riempiendolo di amore e di altruismo. Date al mondo il lato migliore di voi e vedrete che le cose andranno meglio!” Credo non ci sia da aggiungere altro.

Paolo Palumbo | © Dal web

E ho pianto difronte al monologo duro, straziante, lacerante contro la violenza sulle donne, della magnifica Rula Jebreal. Ascoltiamolo, riascoltiamolo ancora. Sono parole durissime che colpiscono nel profondo dell’anima: “Non chiedete mai più ad una donna com’era vestita quando l’hanno stuprata”. E ancora: “Uomini, lasciateci essere quello che vogliamo essere!”.

Rula Jebreal | © Dal web
Rula Jebreal | © Dal web

E’ stato il festival del rispetto per la donna in musica e con le canzoni: la presentazione del concerto “Una. Nessuna. Centomila.” del 19/09/2020 a Campovolo, insieme a 7 straordinarie cantanti come Alessandra Amoroso, Giorgia, Fiorella Mannoia, Laura Pausini, Gianna Nannini, Elisa ed Emma, porterà’ alla raccolta di fondi destinati ai centri antiviolenza.

Una. Nessuna. Centomila.| © Dal web

L’esibizione di Gessica Notaro con Antonio Maggio, protagonista del terribile fatto di cronaca dove il suo ex fidanzato l’aggredisce gettandole dell’acido sul volto, rappresenta la forza di una donna che ama cantare e si presenta sul palco fiera, orgogliosa, bellissima, nonostante quella benda sull’occhio. Sapete una cosa? Noi donne siamo più forti di tutto e tutti, nessuno ci può piegare o sconfiggere, soprattutto da voi piccoli maschi.

E’ stato il festival dello spettacolo, messo in piedi dopo mesi di lavoro da un super Amadeus, bravo, simpatico, spigliato (te lo meriti tutto il successo che hai avuto). Ha dato la possibilità a molti giovani cantanti provenienti dai reality, di far conoscere la loro musica su un palco cosi’ importante. Ha scelto come spalla un artista con la A maiuscola come Fiorello; ha voluto con se’, per tutte le 5 puntate, un cantante straordinario come Tiziano Ferro. Tiziano, semplicemente unico. La sua umiltà, insieme alla sua grande bravura, dimostra che si può essere grandi artisti con un cuore immenso. Ha cantato i suoi più grandi successi, ma ancora più emozionanti sono state le canzoni di altri artisti che ha riproposto a suo modo: “Almeno tu nell’universo” di Mia Martini e’ stata, cosi’ come dice la canzone, “un diamante in mezzo al cuore” (le tue lacrime sono state anche le nostre); e “Portami a ballare” di Luca Barbarossa … stupenda! Cosi’ come il suo monologo alla puntata finale sui 40 anni che compirà’ in questi giorni: benvenuto negli anta Tiziano, tutto sommato non sono poi cosi’ male.

Amadeus | © Dal web
Amadeus, Fiorello e Tiziano Ferro | © Dal web
Tiziano e Fiorello | © Dal web

E’ stato il festival di ieri e di oggi: il ritorno di Albano e Romina Power e dei Ricchi e Poveri. Sul palco hanno portato un’unica certezza: la dimostrazione che alcune canzoni del passato fanno parte della nostra cultura italiana e tutti eravamo in piedi a cantare “Felicita’” e “Sara’ perché ti amo”. I tempi e la musica cambiano ma le canzoni, quelle semplici, vere e genuine le continueremo a cantare tutti.

I Ricchi e Poveri | © Dal web

Il festival di oggi? Due Parole: Achille Lauro. Perché lui e’ il personaggio con la P maiuscola, e con la sua canzone “Me ne frego”, diciamocela tutta, se ne frega altamente di tutto e tutti: critiche, pregiudizi, offese. E sapete cosa vi dico?, mi e’ piaciuto! Si lui, cosi’ lontano dal mio mondo in tutti i sensi, e’ la dimostrazione dell’assoluta libertà di esprimere se stessi, del coraggio e della bravura di saperlo fare. E chi se ne frega se non corrisponde agli stereotipi a cui eravamo abituati. Del resto anche Renato Zero fu il precursore nel dare spettacolo attraverso i costumi e la presenza scenica, giocando sulla sessualità e sui pregiudizi di allora. E poi quando ha omaggiato David Bowie nell’outfit, cantando con Annalisa “Gli uomini non cambiano” di Mia Martini, beh ho scoperto pure che la sua voce non e’ neanche male. Voglio riportare una citazione che ho letto, e che mi e’ piaciuta molto: “Quello che in pochi hanno capito e’ che la “tutina” di Achille Lauro ed il monologo di Rula Jebreal , sono 2 facce della stessa medaglia. Una raffinata, intelligente, dall’impatto emotivo devastante. L’altro sporco, provocatorio, urticante, ma mai volgare. Due atti di coraggio straordinari. Due modi e due stili diversissimi per combattere un unico, enorme cancro del nostro tempo: il maschilismo ed il sessismo tossico. Il patriarcato soffocante. La monocultura sessuale dominante. La violenza estrema di chi ti dice chi devi essere e come ti devi vestire”. Quindi freghiamocene tutti un po’. Io da oggi me ne frego un po’ di più!

                    Achille Lauro | © @achilleidol

 

E’ stato il festival di chi ha cantato l’amore: Mika che ha portato “Amore che vieni, amore che vai” di De Andre’… fantastico!, e Roberto Benigni con il “Cantico dei Cantici”.

Mika | © Dal web

E’ stato il festival di Leo Gassman, vincitore delle nuove proposte: ha portato bravura, eleganza ed educazione tra i giovanissimi, cosi’ come fu 2 anni fa a X Factor. Leo porta un cognome impegnativo e importante, che ha scritto e scrive, la storia del cinema italiano. Quel cognome di cui lui non si e’ mai vantato, anzi. Quel cognome che e’ stato considerato come uno qualunque sia da lui che dalla sua famiglia: non una presenza all’Ariston, ne’ un incoraggiamento via social a votare il figlio, dal suo celebre papa’ Alessandro, cosi’ come fu nel precedente reality. Sono quelle piccole cose che mi piace captare dal mondo dei vip, dove al di la del nome che porti, la bravura e semplicità sono messe in primo piano.

Leo Gassman | © Dal web

E’ stato il festival della bellezza femminile. Polemiche prima dell’inizio per quelle frasi in conferenza stampa dette da Amadeus, che sembrava volesse esaltare solo la bellezza estetica delle sue compagne di palco. E la “bellezza naturale” nel monologo di Diletta Leotta. Polemiche a fiumi, alcuni articoli molto duri. Il mio pensiero non e’ assolutamente diverso da questi, anzi. Detto da lei tutto quel discorso era veramente fuori luogo. E non perché non potesse esprimere un suo pensiero, ma almeno sarebbe dovuto essere coerente con la sua persona. Il monologo sulla bellezza naturale da te cara Diletta, che a 28 anni sei completamente rifatta NO, ti prego NO! Esordisci cosi: “Sono bellissima, ma sapete la bellezza capita” … no Diletta, tu la bellezza l’hai cercata artificialmente; e ancora: “certo può essere un vantaggio (ma va? ndr), altrimenti col cavolo che sarei qui, starete pensando, e sarei ipocrita se dicessi che il mio aspetto sia qualcosa di secondario”. Ovviamente in un lavoro come il tuo e’ importante essere curata e presentabile, ma sono convinta che ci debba essere anche dell’altro, e cioè intelligenza e competenza in quello che si fa. E queste due cose assolutamente non ti mancano. Quindi perché esaltare una bellezza artificiale passata come naturale, e non le altre doti che possiedi? “La bellezza e’ un peso che con il tempo può farti inciampare se non la sai portare”, hai concluso. Verissimo, senza talento, bravura, intelligenza, etc., la bellezza non e’ niente, passa e può farti cadere. Sono due facce della stessa medaglia. Ci sarà sempre qualcuna più giovane e bella di te. Sono una donna che ama vedere la bellezza femminile in tutti i suoi aspetti, ma quella vera! Sono sempre a favore delle donne finche’ non si cade in ipocriti stereotipi, e non sono contro la chirurgia, ma contro chi parla di bellezza naturale dopo aver incontrato un bravo chirurgo (in questo caso tuo fratello).

Diletta Leotta | © Dal web

E’ stato infine il festival del trionfo di Diodato con la canzone “Fai rumore” (chissà se poi in radio e nelle piattaforme musicali fara’ cosi’ rumore … mi piaceva molto di più la seconda classificata, “Viceversa” di Gabbani). E dell’addio di Vincenzo Mollica: mi mancheranno le sue interviste da quel balcone. Del resto anche lui e’ un pezzo del festival che se ne va.

Amadeus, Vincenzo Mollica e Fiorello | © Dal web

Un po’ gia’ mi manca Sanremo: e’ come se in quella settimana si fermasse tutto. I TG sembrano più “leggeri” in quanto a notizie, perché c’e’ sempre un ultimo aggiornamento dal festival; senti comunque quell’aria musicale mista a passato e presente. Tutto ti sembra “meno problematico”, magari perché in testa hai gia’ quella canzoncina che hai sentito la sera prima e la canticchi senza neanche rendertene conto. Mi manchi per le tradizioni che ti porti dietro, per quelle lucine nelle vie della città, per i tuoi fiori, per le immagini del passato che scorrono in televisione, per la bella musica che ci riporta alla mente pezzi di tanti anni fa, e ci fa conoscere la nuova. Sei semplicemente Sanremo!

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