Iki-vivere; gai-regione di vita. Equivalente giapponese delle espressioni italiane “ragione di vita”, “ragion d’essere”.

Da queste espressioni devo partire, per esprimere un pensiero che avrei dovuto scrivere a gennaio, all’inizio del 2025, ma che non son riuscita a mettere nero su bianco forse perché ancora non mi ero abituata a questo nuovo anno, o forse perché ancora non avevo capito qual era il modo giusto per iniziarlo.

L’ho sentito subito, passata l’euforia del Natale, dei regali, del calendario dell’avvento, delle lucine ovunque, delle fatte di panettone; quando ho abbassato volume delle canzoncine di Natale che mi hanno accompagnato a lungo e ho iniziato ad ascoltare la voce più profonda di me.

Ho bisogno di ritmi lenti, silenzio, musica e sussurri. Devo imparare a raggomitolarmi, a rifugiarmi a riposare, ad andare piano. Ora sento quella voglia che succeda qualcosa di bello. Di scartare questo nuovo con la curiosità mista a felicità leggera che ti prende quando scarti un regalo, come una sorpresa.

E allora faccio spazio, lascio spazio. Quest’anno ho scelto le mie 3 parole guida: 3 per descrivere come vorrei sentirmi, che accompagnino e illuminino questo 2025.

CORAGGIO di fare delle scelte, quelle che ti rendono felice e portano dei cambiamenti;

LEGGEREZZA da conservare e usare al momento. Per ricordarmi che la vita è bella quando plani sulle cose dall’alto; che ridere salva le giornate più dure; che domani hai sempre la possibilità di fare meglio; che va bene così e poi chissà. SENZA PENSARE SEMPRE!

MAGIA: quella cosa contagiosa per cui tu sorridi e qualcun altro sorride; tu credi in te e qualcun altro crede in sé; tu sogni e qualcun altro sogna. E allora qualcosa cambia per sempre. Quella lucina che hai sempre in tasca, che ti protegge dalla tristezza, a volte dalla realtà, a volte dalla vita, che ti fa credere, sperare.

Queste 3 parole sono un cerchio: l’una prende l’altra per mano, per avere fiducia, per riuscire, per dire “ce la faccio, ci riesco… ce la faccio ancora!”

La mia anima qualche volta scalpita, mi sembra di avere mille vite, mille sogni, ma troppo poco tempo, per riuscire a capire ed imparare da dove iniziare. A volte la ascolto, altre volte la evito e scappo. Per paura del giudizio degli altri, di non essere accettata, di sentirmi diversa e sbagliata, quando invece, pensandoci bene, sono veramente contenta della mia diversità e a volte della mia stranezza. E questa per me è una conquista.

CONQUISTA: posso aggiungere una quarta parola. Quella da cui partire!

© Dal web
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